Fifa 20

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Il rilancio della Konami grazie ad un PES 2020 che si è rivelato un titolo davvero brillante non ha di certo fatto trovare impreparata l’Electronic Arts che ha appena immesso sul mercato il suo FIFA 20. Uscito lo scorso 27 settembre per PlayStation 4, xbox One e PC, noi di Manaskil lo abbiamo testato e analizzato per voi lettori in maniera approfondita.

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La modalità Volta

FIFA 20 si lascia alle spalle la trilogia di Alex Hunter e lancia la modalità Volta in tre tipologie di gioco, una sorta di ritorno romantico al calcio di strada già visto in FIFA Street. La vera modalità “storia” di questo titolo è tutta qui, nelle vicende di un talento in erba che gioca nella squadra guidata dal campione del calcio di strada Jayzinho.

Un infortunio lo indurrà alla ricerca di calciatori per poter competere nella miglior maniera possibile ai campionati mondiali. Questa storia fa esplorare al gamer in lungo e in largo campetti e modalità, giocando con il 3 vs 3 con un portiere volante, il 4 vs 4 anche senza portiere volante, il 5 vs 5 e il futsal professionale, cioè il classico calcetto con cui divertirsi anche con calciatori reali delle squadre di FIFA 20.

Sarà fondamentale assemblare la propria compagine badando all’affiatamento dei compagni, alle caratteristiche degli elementi e alla loro adattabilità al modulo scelto e alla tipologia di campetto.

Nella modalità Tour potrai competere con i giocatori più forti di calcio di strada a livello planetario o anche on line per guadagnare posizioni in classifica.

Naturalmente è possibile customizzare il tuo protagonista e anche i suoi compagni, dal punto di vista fisico ed estetico, conquistando sempre nuovi accessori grazie ai punti che guadagnerai giocando.

Carriera e Ultimate Team

In FIFA 20 sono stati dati nuovi impulsi alla modalità Carriera molto in stile Football Manager. Ecco che sono comparse quindi conferenze stampa e calciatori che richiedono un colloquio con il gamer se giocano poco o se vogliono mostrarsi grati del suo lavoro.

Niente di particolarmente difficile da gestire, così come le conferenze stampa potrebbero non essere gradite da tutti e magari saltate a piè pari. In Carriera puoi anche modificare fisicamente l’allenatore che interpreti.

Rimane intatto il legame della modalità Ultimate Team con le Division Rivals e la FUT Champions. Sono stati inseriti diversi nuovi obiettivi stagionali da rincorrere ogni mese per guadagnare ricompense.

L’interfaccia ora raccoglie le caratteristiche principali di ogni calciatore in un’unica schermata e ciò risulta davvero comodo. In FUT puoi disputare anche match amichevoli sfruttabili con i tuoi amici. In sostanza scommettiamo che Ultimate Team rimarrà la modalità di gioco preferita di molti nel lungo periodo.

Giocabilità

Naturalmente la giocabilità di FIFA 20 va considerata distintamente in Volta e nelle classiche partite 11 vs 11. Nel primo caso l’intelligenza artificiale non sembra funzionare sempre al meglio. Un esempio su tutti: nel 3 vs 3 chi dovrebbe proteggere la porta si porta troppo avanti e non offre particolari garanzie.

Scegliendo modalità di Volta con più calciatori il problema si manifesta di meno ed è molto divertente sfoggiare i trick di freestyle automatici o a comando, utilizzando il pulsante L2 e la levetta destra.

Impostando una difficoltà avanzata il gioco sa mettere realmente alle strette il gamer, che viene costretto a difendersi con particolare ordine. Occorre un po’ di pratica per imparare a beccare lo specchio della piccola porta di questo calcio di strada, in cui anche trovarsi da solo con il portiere non è garanzia di gol.

Piccolo neo della modalità Volta è la confusione e la casualità che talvolta si vengono a creare con le ribattute sulle barriere laterali. L’assenza di scivolate ci è sembrata appropriata in questo contesto, dove comunque non mancano contrasti energici.

Occupiamoci ora della giocabilità della modalità di gioco 11 vs 11. Qualcosa è rimasto com’era, qualcosa è cambiato: ad ogni modo le innovazioni sono state gestite con notevole parsimonia. Il ritmo di gioco sembra essere stato un attimino rallentato, non nuocendo però alle azioni spettacolari alle quali siamo abituati.

È meno facile saltare l’uomo con cambi di direzione, così come eseguire un trick dietro l’altro porta spesso a perdere il possesso della sfera. Una marcia in più la posseggono sempre i calciatori più rapidi ma non possono certo dettare legge in ogni occasione.

Il pallone sembra avere sempre il giusto peso tranne quando si va a contrasto, dove appare eccessivamente leggero. I rimpalli favoriscono spesso e volentieri chi attacca talvolta in maniera inverosimile.

Fifa 20 - giocabilità
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L’intelligenza artificiale in questo caso svolge egregiamente il suo lavoro: le difese si sistemano in modo sapiente e in fase offensiva la squadra si distende con maggiore propositività. Impostando il livello di difficoltà maggiore la CPU ci lascia poco spazio e tempo e ci dà notevole filo da torcere. Non ottimale appare invece la copertura delle fasce, con i terzini guidati dalla CPU che si lasciano attrarre troppo dalla palla e poco dai movimenti delle nostre ali. Molto avvincente risulta vedere come ogni squadra abbia il proprio stile di gioco,

pressando più o meno intensamente e giocando in maniera più o meno compatta.
I calci di punizione in FIFA 20 vengono gestiti in maniera completamente nuova. C’è infatti un mirino da utilizzare insieme alla levetta destra per decidere come calciare. Il tutto non appare immediatissimo e occorre prenderci familiarità; può capitare inizialmente di rimpiangere il sistema precedente.

Grafica e sonoro

Nessuna rivoluzione in campo estetico per FIFA 20. Compaiono naturalmente inquadrature inedite, riguardanti le coreografie in curva e il riscaldamento dei calciatori. Molto suggestiva la presentazione delle partite, grazie anche alla licenza della Champions League e all’affascinante atmosfera che questo trofeo sa creare. PES 2020 ci è sembrato leggermente migliore in quanto a somiglianza dei calciatori (soprattutto per quanto riguarda quelli meno celebri) e in determinate animazioni.

Notevole invece la cura della grafica nella modalità Volta, dove i diversi campi sono tutti concepiti in maniera egregia che si tratti di un parcheggio, di un magazzino o di un campo di terra battuta.

Veniamo ora al sonoro di FIFA 20. Non manca un’ottima colonna sonora, che incornicia la gradevole telecronaca di Pierluigi Pardo e Stefano Nava. Tante le espressioni sfoggiate dai due telecronisti, in maniera brillante e sintetica. Non capitano quasi mai incongruenze tra commento e reale fase di gioco sul campo.

Nella modalità Volta la telecronaca è assente ma si può contare su musiche di sottofondo energizzanti e voci incoraggianti di pubblico e compagni.

Conclusioni

FIFA 20 non rivoluziona di certo il recente passato della serie, prediligendo talvolta lo spettacolo al realismo e conservando in sostanza l’esperienza di gioco regalata da FIFA 19.

Non mancano però gradevoli novità, una su tutte la modalità Volta la cui durabilità nel tempo andrà ad ogni modo verificata e rapportata all’utilizzo degli utenti di Ultimate Team (che appare notevolmente più affascinante).

Apprezzabile il ritmo di gioco leggermente più lento, meno le mancanze dell’intelligenza artificiale per quanto riguarda la fase difensiva. Da valutare anche i vantaggi e gli svantaggi del nuovo sistema che governa i calci di punizione.