Cosa sono gli Esports

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Gli sport elettronici, comunemente abbreviati come E-Sports, sono un fenomeno ormai di scala globale, tuttavia ancora in rapidissimo sviluppo.

Ultimamente se ne sente parlare sempre di più, tanto che ormai il termine arriva agli occhi di chiunque abbia una connessione ad internet. Ebbene, gli esports non sono altro che videogiochi giocati a livello competitivo e professionistico. Così a sentirlo per la prima volta, sembra che i videogiochi siano considerati come uno sport qualunque, concetto che per molti può suonare quasi fantascientifico.

Ma riflettendo bene sui fattori che rendono lo sport così popolare, molto dello stupore svanisce, lasciando spazio a quello che è un nuovo universo di infinite possibilità. E chi non ne ha mai sentito parlare prima si starà chiedendo: Ma cosa sono questi e-sports?

Argomenti principali della guida

Come funzionano gli esports

Negli sport tradizionali, si ha sempre un campo da gioco, due o più competitori, delle regole da rispettare e, cosa che da vita a tutto, un vincitore.

Che sia un singolo o una squadra non importa, quello che crea la vera competizione è il fatto che si gioca per qualcosa, che siano soldi o fama, ci sarà sempre qualcuno che alla fine di una competizione avrà guadagnato qualcosa.

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E questo crea lo show, crea il fandom (ovvero l’insieme dei fan), crea profitto e un mercato assestante.

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Tutto questo viene perfettamente ricreato nell’universo degli esports, dove molti videogiochi con regole che seguono gli stessi fondamenti di quelle degli sport tradizionali vengono giocati competitivamente.

  • Ecco i principali giochi riconosciuti come Esports:
    • League of Legends (LoL)
    • Starcraft 2 (Sc2)
    • Tekken 7
    • Counter Strike Global Offensive
    • Dota 2

Il fenomeno al di fuori dell’Italia è estremamente diffuso, anche se negli anni 80 anche il nostro paese ospitava competizioni di giochi single player, dove i competitori si sfidavano per ottenere il punteggio più alto.

Ma esattamente, quanto sono grandi questi esports? Beh, per quantificare la massività del fenomeno basta sapere che nel 2020 si prevede che il giro d’affari che li riguarda toccherà il miliardo di dollari, mentre attualmente si aggira sui 60 milioni.

I numeri non mentono, gli esports sono un settore in crescita che si sta espandendo a macchia d’olio, ma tutti questi soldi da dove arrivano?

Come vengono finanziati gli Esports?

Dagli spettatori su internet, che seguono i tornei dei loro giochi preferiti avidamente. Nel 2016 le finali mondiali di League of Legends, uno dei giochi seguiti maggiormente, ha avuto 36 milioni di ascolti.

Bene, abbiamo per le mani un fenomeno enorme con un giro d’affari di dimensioni altrettanto massive, ma allora perché ne sentiamo parlare così poco?

La risposta è semplice, risolvere il problema meno. Gli esports sono un fenomeno nato su internet e, apparte in pochi paesi, come la Corea del Sud, dove i giochi piu’ importanti sono trasmessi in TV, gli ascolti provengono solo da piattaforme di streaming. Nessuno ancora, soprattutto nella scena italiana ha osato investire abbastanza nel settore per farlo uscire dalla sua nicchia.

Dunque un fenomeno così enorme si trova confinato, accessibile solo tramite poche piattaforme digitali. L’affermazione degli esports, inoltre che un enorme svolta nel settore dell’intrattenimento, va a modificare radicalmente il concetto sociale del videogiocatore o, dispregiativamente, “nerd”.

Proprio come l’atleta tradizionale viene considerato un professionista con contratto, anche in molti paesi del mondo i videogiocatori migliori, gli atleti degli esports, vengono salariati e sponsorizzati da grandi marchi.

coppa esport

Sempre parlando di modifica a livello sociale del significato di sport, gli esports aprono le porte anche a quelle figure che, per problemi fisici o malattie, non riescono a praticare sport tradizionali. Il fatto che certi esports, come ad esempio Hearthstone, richiedono solamente l’uso di un mouse e del proprio ragionamento logico, aprono le porte della ribalta alle che persone che non potendo diventare atleti, hanno la chance di diventare cyber atleti.

E’ il caso di Hao “Bbgungun” Li, giocatore e coach professionista di Hearthstone, costretto a muoversi con un bastone, in quanto non in grado di camminare per lunghi periodi autonomamente. Nel 2016 e’ riuscito a  qualificarsi per il Blizzcon, un evento in California tenuto dalla Blizzard, enorme casa produttrice di videogiochi, dove il montepremi superava il milione di dollari.

In Corea del Sud invece, il fenomeno è talmente sviluppato che da anni ormai molti eventi riguardanti gli e-sports vengono trasmessi in televisione, attraverso canali dedicati. Spesso e volentieri intere arene vengono adibite a ospitare eventi, che vengono seguiti dal resto del mondo in streaming.

Come negli sport, molto spesso i pro-gamers (così vengono definiti i videogiocatori professionisti), una volta finita la loro carriera si dedicano al coaching, ovvero a fare da allenatori alle nuove generazioni.

Scommesse sugli Esports

Il giro di affari che riguarda questo mondo tuttavia non si ferma qui. Il mondo delle scommesse si sta fiondando su questo nuovo fenomeno, iniziando a coprire un enorme numero di giochi ed eventi.

Sono tanti, infatti, i bookmakers che si stanno specializzando sugli E-sports, offrendo ai nuovi utenti appassionati di questa disciplina numerosi bonus scommesse, sempre aggiornati e interessanti.

Tra i bookmakers che offrono la possibilità di scommettere ricordiamo tra i più importanti:

  • Snai
  • Bet365
  • Sisal
  • William Hill

Cosa sono gli Esports – Conclusioni

Questa breve introduzione va a coprire solo le basi di quello che è un nuovo mondo, un nuovo modo di vedere le cose, adatto a tutti e destinato a durare fino alla fine dei tempi.

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